Vanessa atalanta – il vulcano
14 luglio 2026

Tra le foglie secche del sottobosco, Vanessa atalanta si riconosce subito. Le ali, scure e quasi nere, sono attraversate da fasce rosso-arancio; sulle estremità delle ali anteriori spiccano macchie bianche ben visibili. La pagina inferiore è invece bruna e finemente screziata: quando la farfalla chiude le ali, il disegno si confonde facilmente con la corteccia e con le foglie morte.
Appartiene alla famiglia dei Ninfalidi. Frequenta margini dei boschi, radure, sentieri, giardini e prati ricchi di fiori. Gli adulti si nutrono del nettare di cardi, rovi, edera e altre piante. Alla fine dell’estate e in autunno si posano spesso anche sulla frutta molto matura o già fermentata.
I bruchi vivono soprattutto sulle ortiche. Ripiegano una foglia e vi trovano riparo durante lo sviluppo. Nelle regioni meridionali utilizzano anche diverse specie di Parietaria.
È una farfalla migratrice. In primavera si sposta dalle regioni meridionali verso l’Europa centrale e settentrionale, raggiungendo anche le Isole Britanniche e la Scandinavia. In autunno molti individui tornano verso sud. Il viaggio, però, non viene sempre compiuto dallo stesso esemplare: spesso l’intero ciclo migratorio si distribuisce su più generazioni.
Un individuo appena sfarfallato presenta colori intensi e margini alari quasi integri. Dopo l’uscita dalla crisalide non cresce più. Con il tempo, invece, i colori perdono brillantezza e le ali possono mostrare graffi, piccole rotture e bordi consumati.
Il nome specifico atalanta richiama Atalanta della mitologia greca, celebre cacciatrice e velocissima nella corsa. Il riferimento si adatta bene a una farfalla capace di percorrere grandi distanze.