Con Giovanni Papini nella nebbia
Oggi è il 12 dicembre 2025. È tempo di andare a trovare zia Santa e zio Mauro, sepolti nel cimitero di San Lorenzo. Io e Giorgia andiamo a Baldignano. Da Lama prendiamo l’autobus, passando per Pieve Santo Stefano, fino alla fermata Baldignano Bivio. Da lì comincia la nostra camminata attraverso il paesaggio invernale del Lago di Montedoglio.






Un uomo finito
Alle 7.49 salgo a Lama sull’autobus per Pieve Santo Stefano. A causa di una deviazione temporanea – la SP 208 tra Chiusi della Verna e Pieve Santo Stefano è chiusa per lavori – in queste settimane gli autobus vengono fatti passare da Lama. Il mio arriva da Montalone e prosegue per Bivio Gregnano e Lama di Caprese Michelangelo fino a Pieve Santo Stefano.
Qui cambio autobus. Si riparte passando per Via Coupers e Mangiacuori, lungo la Strada Provinciale 77 Tiberina, che costeggia praticamente il Lago di Montedoglio. Sulla Valtiberina gravano fitti banchi di nebbia che, da quando esiste l’invaso, da queste parti sembrano fermarsi con particolare ostinazione. Poco meno di tre quarti d’ora dopo scendo alla fermata Baldignano Bivio. Da Baldignano Bivio Frazione si sale verso San Lorenzo. La strada tira parecchio e Giorgia mi trascina su come un mulo. Sulla Valtiberina resistono ancora gli ultimi brandelli di nebbia, e dietro si alzano le montagne. Uno scenario che mi fa tornare inevitabilmente in mente Giovanni Papini, come lo lessi nei miei anni più sensibili. Da qualche parte, tra nebbia, montagne e solitudine, me lo ritrovo all’improvviso davanti – Un uomo finito (…)
